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Cardiologia Veterinaria » Visita Cardiologica

Visita Cardiologica

Una tappa insostituibile

La visita cardiologica veterinaria è, ancora oggi, una tappa insostituibile da cui nessun esame strumentale può e deve prescindere. Essa infatti, consente non solo di formulare il sospetto diagnostico, ma anche di guidare la scelta degli ulteriori approfondimenti strumentali e laboratoristici.

Il Dott. Roberto Falcini svolge la propria attività di specialista in cardiologia veterinaria presso numerose cliniche e ambulatori privati del Centro Italia (Umbria, Marche, Lazio, Toscana, Abruzzo).

Gli esami vengono effettuati, esclusivamente su appuntamento, direttamente presso la vostra struttura o presso una qualsiasi delle strutture sopra menzionate.

Tutti gli esami sono accompagnati da refertazione scritta e nel caso di indagine ecografica, da riproduzione digitale su cd-rom o stampa su carta fotografica.

ANAMNESI:

  • Intolleranza all’ esercizio
  • Tosse
  • Dispnea
  • Perdita di appetito
  • Dimagramento

Non dimentichiamoci di visitare

La visita cardiologica veterinaria è di fondamentale importanza in quanto permette di diagnosticare la patologia cardiaca precocemente, consentendo di instaurare una terapia mirata e pianificare il monitoraggio clinico e strumentale della progressione della malattia, al fine di migliorare l’ emodinamica cardiovascolare e ritardare il più possibile lo scompenso cardiaco congestizio.

La visita cardiologica veterinaria prevede innanzitutto il segnalamento del paziente, dal momento che alcune patologie cardiache congenite o acquisite prevedono una predisposizione di razza o sesso, ed altre ancora una maggiore incidenza in determinate fasce di età.

Deve seguire una raccolta attenta e precisa dei dati anamnestici, orientata alla definizione del o dei problemi segnalati dal proprietario. I motivi che inducono il proprietario a far visitare i propri animali possono essere ricchi di indizi utili per la diagnosi.

Viene denunciata in genere la facile affaticabilità, la tosse, notturna o da sforzo fisico, la polipnea/dispnea, la debolezza del treno posteriore, le zoppie, la paresi e le crisi sincopali. Questi elementi acquisiscono ulteriore significatività se rapportati al tempo di insorgenza dei sintomi e alla loro evoluzione nel tempo, all’ eventuale risposta alla terapia farmacologica ed ancora alla provenienza degli animali (come è noto, infatti, la filariosi è endemica in alcune aree geografiche).

Esame-fisico-dalla-testa...ai-piedi

Esame fisico dalla testa…ai piedi!

L’ esame fisico si svolge, poi, attraverso procedure, codificate agli inizi degli anni trenta, ancora pienamente attuali, che consentono al clinico di trarre informazioni sulle funzioni organiche generali del paziente in esame, indispensabili per poter poi estendere il ragionamento clinico-diagnostico all’ apparato cardiovascolare in particolare.

Visita clinica

Solo l’ esame clinico diretto è in grado di guidare il medico veterinario nella scelta e nell’ interpretazione degli esami di laboratorio e di diagnostica strumentale, indispensabili oggi non solo per una precisa e completa diagnosi, ma anche per definire la gravità e la possibile reversibilità del processo.

ELEMENTI DA VALUTARE:

  • Colore delle membrane mucose.
  • Tempo di riempimento dei capillari.
  • Turgore delle giugulari.
  • Tosse (escludere altre cause), dispnea, ascite.
  • Caratteri del polso (frequenza, ampiezza, celerità, ritmo, durezza).
  • Itto cardiaco.
  • Auscultazione del cuore (soffi, aritmie, toni, rumori).
  • Auscultazione dei polmoni (murmure, rantoli).

Non abdichiamo in favore della tecnologia

La crescente disponibilità in cardiologia veterinaria di indagini strumentali e di laboratorio:

  • Esame elettrocardiografico
  • Esame ecocardiografico
  • Pressione sanguigna
  • Esami di laboratorio

unita all’esigenza di pervenire rapidamente ad una conclusione diagnostica, portano spesso il clinico a tralasciare alcuni punti o, peggio ancora, a sovvertire l’ iter diagnostico classico, con conseguenze spesso imprevedibili o, addirittura, negative, quali tralasciare rilievi clinici utili per la formulazione della diagnosi o richiedere indagini di laboratorio o strumentali non essenziali.